Cari studenti,
A causa delle vacanze estive e dell’inopportuno blackout che ha colpito gli Stati Uniti orientali, la pubblicazione di questa edizione del Forum avviene con un po’ di ritardo rispetto a quanto sperato. (Ci auguriamo che nessuno di voi abbia subito disagi a causa del blackout!)
Come al solito, il riscontro al Forum si è rivelato preziosissimo. J.R. ha scritto un articolo approfondito sulla sua esperienza con la guarigione tramite il “Chi”, mentre altri hanno inviato domande e commenti sulla pratica del Tai Chi classico. Questo è esattamente il modo in cui avevamo immaginato il Forum: uno spazio per condividere dubbi, idee ed esperienze, oltre a un canale diretto per confrontarsi con il Maestro Hwa sulla propria pratica.
Restiamo in attesa dei vostri prossimi contributi.
E. Marie
1. Equilibrio, bacino e il “Cammino del Tai Chi”
Willie M. chiede: > Ho difficoltà a mantenere l’equilibrio durante lo spostamento dei passi e nel sostenere posizioni come il Gallo d’Oro. Potrebbe suggerirmi un esercizio per migliorare l’equilibrio e la concentrazione?
La risposta del Maestro Hwa: La Lezione #1: La Camminata Tai Chi è l’esercizio migliore per affinare equilibrio e concentrazione.
Prendiamo ad esempio il movimento di sollevare una gamba da terra: poiché questa azione sposta il centro di gravità del corpo, è necessario un aggiustamento per mantenere l’equilibrio sulla gamba di appoggio. In questo caso, è il movimento del bacino a garantire la stabilità. Il movimento pelvico svolge quindi un doppio compito:
- Trasmettere la forza dalla vita per sollevare la gamba.
- Eseguire quel micro-spostamento impercettibile necessario a mantenere l’equilibrio.
Ecco perché il movimento intenzionale di sollevamento della gamba tramite il bacino è così fondamentale durante la pratica della camminata in avanti e all’indietro.
Prima di praticare la camminata Tai Chi, è probabile che facciate semplicemente dei passi senza questo sollevamento consapevole. In questo modo l’equilibrio non migliora, poiché vi limitate a “riafferrare” il corpo sbilanciato prima di cadere appoggiando il piede a terra.
All’inizio, questo tipo di esercizi serve tanto a registrare il sistema nervoso quanto a migliorare le capacità fisiche (come la flessibilità del bacino). In seguito, i progressi riguarderanno interamente il sistema nervoso. Dopo diversi anni di pratica, un test impegnativo per verificare i propri riflessi nell’equilibrio consisterà nel praticare la forma di Tai Chi al buio pesto o a occhi chiusi (nota: praticare frequentemente a occhi chiusi è fortemente sconsigliato per ovvie ragioni marziali; farlo occasionalmente come test va bene).
2. Tempi di esecuzione: Forma Quadrata e Forma Rotonda
Barry F. chiede: > Mi chiedevo quanto tempo occorra per eseguire la forma quadrata completa e quanto per la forma rotonda.
La risposta del Maestro Hwa:
- La Forma quadrata: Ogni movimento nella forma quadrata inizia e finisce sempre con un arresto completo. Il movimento in sé è deciso e scientifico. Il tempo totale di esecuzione si divide quindi tra il tempo di arresto e il tempo di movimento, ed entrambi si equivalgono. Nel video didattico (Lezione 15), il tempo che utilizzo è di 14-15 minuti. Per un principiante è preferibile andare più piano (16-20 minuti), per assicurarsi di non saltare lo “stop” tra i movimenti e concedersi il tempo di pensare. La velocità nella forma squadrata serve principalmente all’apprendimento e alla pratica.
- La Forma Rotonda: Nel video, la forma rotonda viene eseguita in un intervallo compreso tra 8 e 12 minuti, un ritmo ideale per la pratica quotidiana a tutti i livelli. Per i praticanti avanzati, tuttavia, è utile sperimentare velocità sia più lente che più rapide.
Velocità più lente
Quando si rallenta la velocità di esecuzione, il livello di forza interna del movimento non cambia. Se fermate il movimento interno a metà strada, noterete che la forza interna rimane attiva (quasi come in un esercizio isometrico). Praticare a velocità ridotta offre più tempo per percepire e sperimentare i dettagli del movimento interno.
Ciò che cambia rallentando è la circolazione dell’energia interna, che diventa più lenta. Alla fine si avvertirà una diminuzione del flusso energetico o un’intermittenza. Quando ciò accade significa che la velocità è troppo lenta (solitamente verso i 20 minuti).
Velocità più rapide
La velocità massima raggiungibile dipende dall’energia interna posseduta dal praticante. Perdere il controllo del movimento, saltare i dettagli interni, accumulare tensione o non riuscire a mantenere il bilanciamento tra Yin e Yang sono segnali che si sta andando oltre le proprie capacità. Quando si scende verso i 4 minuti, la Forma Compatta diventa la scelta naturale.
Eseguire la forma nell’arco di 2-3 minuti mantenendo l’equilibrio tra rilassamento ed energia (Yin-Yang) è un’esperienza entusiasmante. Raggiungere la calma e il rilassamento a questa velocità è una preparazione fondamentale per l’applicazione marziale. Tuttavia, non si impara ad andare veloci esercitandosi ad alta velocità: le fondamenta si costruiscono a ritmo normale, dove ogni dettaglio viene perfezionato.
3. Lo stato meditativo durante la pratica
William C. scrive: > Notavo una sensazione di “spazio vuoto” all’interno del corpo, specialmente al termine della forma. A volte è una sensazione di vuoto e solidità al tempo stesso, o di vuoto, integrazione e forza.
La risposta del Maestro Hwa: Quando si riesce a eseguire la forma in modo istintivo senza pensare, si entra in uno stato meditativo, avvertendo una sensazione di “nulla” o “vacuità” al termine della pratica.
Ricordo che a quel livello avvertivo spesso molta sonnolenza dopo la pratica. A volte la sonnolenza sopraggiungeva a metà percorso e iniziavo a barcollare. Quando ne parlai al mio maestro Young Wabu, mi disse che era una reazione normale e di sdraiarmi a riposare. Più avanti, quando la forma ha iniziato a scorrere con la circolazione del Chi interno, la sonnolenza è scomparsa.
4. Grandi Telai, Forme Compatte e la Storia del Tai Chi
Barbara scrive: > Durante una conferenza ho sentito parlare di “Lao Jia” (vecchia struttura) e “Xin Jia” (nuova struttura) in riferimento alle forme insegnate da Wu Chien Chuan e da suo figlio Wu Gong Yi…
La risposta del Maestro Hwa: È un peccato notare come alcune persone, avendo visto un maestro praticare uno stile in gioventù, ne deducano erroneamente che quello fosse l’unico stile di quel maestro o di quella famiglia. È così che si sono create molte incomprensioni sulla storia del Tai Chi.
Ciò che i vecchi maestri mostravano davanti alla fotocamera non era sempre rappresentativo del loro stile reale: spesso le fotografie dell’epoca richiedevano posture molto ampie per ragioni di resa visiva, e i maestri non si curavano troppo di questi dettagli tecnici per le foto pubblicitarie.
Il mio maestro Young Wabu raccontava di come il Maestro Wu, durante il combattimento libero (sparring), riuscisse a “incollarsi” all’avversario mantenendolo costantemente fuori equilibrio. Questa è l’essenza dell’arte marziale del Tai Chi: è priva di forma fissa, è un’astrazione di tutto l’addestramento svolto (la forza delle gambe dal “grande cerchio”, la forza interna dal “piccolo cerchio”, la sensibilità sviluppata nel Push Hands).
5. Esperienze di guarigione con il Chi (External Qi Gong)
J. R. scrive: > Nel 1985 ho subito un grave infortunio con un ematoma esteso su tutta la coscia. Il mio insegnante (Sifu Eddie Wu) mi fece sedere e mosse le mani sopra la zona lesa senza toccarla, respirando profondamente dal Tan Tien per circa 15 minuti. La sensazione di calore fu notevole e la mia mobilità aumentò del 50%. In seguito ci vennero insegnate queste tecniche di guarigione…
La risposta del Maestro Hwa: Apprezzo molto la condivisione di questa esperienza. La potenza della mente e la respirazione profonda sono pilastri fondamentali in queste pratiche. Spero che questo racconto sia di ispirazione per altri studenti del Forum.


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